Nell'Aprile del 1986 a Chernobyl, in Ucraina, avvenne il più grave incidente nucleare civile della storia. Fumo e vapore formarono una nube radioattiva che attraversò l'Unione Sovietica occidentale in direzione dell'Europa centrale, spargendo sostanze radioattive su gran parte dell'Europa. La pericolosità di tali sostanze consiste nel fatto che esse decadono, liberando radiazioni potenzialmente pericolose. La velocità del decadimento si misura con il tempo di dimezzamento. Si tratta del tempo impiegato dalla sostanza per ridursi della metà. Il cesio 137, per esempio, ha un tempo di dimezzamento di trent'anni. Ciò significa che dopo 30 anni, di 10 g originari di cesio ne rimangono solo 5. Il resto si annichila. E' però un errore credere che dopo altri trent'anni il cesio si riduca a zero: trascorso tale periodo, infatti, solo la metà dei 5 g si annichila. Sicché dopo 60 anni ne rimangono ancora 2,5 g, e dopo 90 anni, 125 g. Ciò significa che le sostanze con il tempo di dimezzamento più alto si conservano più a lungo! In effetti, in Europa si riscontra ancora una aumento della radioattività superficiale, dovuto principalmente al cesio 137. Un altro esempio è l'isotopo 131 dello iodio, che ha un tempo di dimezzamento di soli otto giorni. In un primo momento si è tentati di considerare questo tempo di dimezzamento breve come un fattore tranquillizzante, dal momento che dopo 16 giorni ne rimane soltanto 1/4, e dopo 80 giorni, neppure tre mesi, la quantità si riduce a meno dell'1 per mille. Giusto. Ma c'è il rovescio della medaglia, poiché in caso di decadimento rapido la sostanza emana radiazioni più forti. Infatti dopo un incidente a un impianto nucleare, l'intensità delle radiazioni nei primi giorni si deve in modo preponderante all'isotopo dello iodio.
Nella regione di Chernobyl dal 1989 si sono moltiplicati i casi di cancro alla tiroide, soprattutto nei bambini che all'epoca dell'incidente avevano meno di cinque anni. E' difficile non vedere una connessione tra questo fenomeno e lo iodio radioattivo.
Albrecht Beutelspacher.
Nella regione di Chernobyl dal 1989 si sono moltiplicati i casi di cancro alla tiroide, soprattutto nei bambini che all'epoca dell'incidente avevano meno di cinque anni. E' difficile non vedere una connessione tra questo fenomeno e lo iodio radioattivo.
Albrecht Beutelspacher.


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